{"id":47,"date":"2014-08-01T11:47:11","date_gmt":"2014-08-01T09:47:11","guid":{"rendered":"http:\/\/daiguardaqui.wordpress.com\/?p=47"},"modified":"2016-08-22T18:47:02","modified_gmt":"2016-08-22T16:47:02","slug":"razzismo-si-o-forse-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.theqbtpost.com\/?p=47","title":{"rendered":"Democrazia e Parlamento:  analisi comparativa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La raccolta dati ha avuto una durata di 10 giorni: le tendenze sono rimaste pressoch\u00e9 costanti per tutto il periodo di analisi, rivelando quindi una continuit\u00e0 di giudizio da parte degli utenti di Twitter. Questo vuol dire che l\u2019opinione \u00e8 radicata nelle persone e non facilmente scalfibile in base agli eventi quotidiani, se non con peggioramenti al comparire di notizie negative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di procedere con l\u2019analisi, alcune valutazioni generali, da tener presente\u00a0 analizzando contenuti semantici sul web:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) la tendenza degli utenti \u00e8 quella di essere negativi ovvero scriviamo per lamentarci, criticare e insultare. Pi\u00f9 difficile che gli utenti scrivano in senso \u201cpositivo\u201d: questo comportamento \u00e8 un tipico bias cognitivo, del tipo di quelli studiati per esempio da Max Bazerman, psicologo presso la Business School di Harvard. E\u2019 particolarmente vero se si tratta di messaggi del genere broadcast, come nel caso di Twitter. Diverso \u00e8 il discorso se consideriamo il caso dei blog, ed in generale della comunicazione su web pi\u00f9 spiccatamente peer-to-peer: in questo caso valgono regole opposte, ad esempio la tendenza \u00e8 quella di compiacere il proprio lettore, percepito come \u201cvicino\u201d. (questo articolo illustra in maniera chiara la distinzione http:\/\/www.bancaforte.it\/articolo\/le-cattive-notizie-vanno-sulla-stampa-le-buone-dappertutto-RB58630c)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) stiamo analizzando gli utenti di Twitter, quindi stiamo prendendo in considerazione non un campione rappresentativo della popolazione italiana ma una precisa fascia di utenti: ci\u00f2 ha un effetto distorsivo sull\u2019analisi, soprattutto per temi di natura politica (vedi http:\/\/www.italiagermania.org\/2012\/03\/ma-chi-usa-twitter-in-italia\/)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Descriviamo ora brevemente lo strumento utilizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro sistema di raccolta e analisi dei dati, il cui nome \u00e8 Twitter Opinion Dynamic, elabora due misurazioni: la prima \u00e8 una misura dell\u2019intensit\u00e0 del commento positivo\/negativo (\u201cMisura Positivi\/Negativi\u201d). Facciamo un esempio: \u201cmolto bello\u201d ha un valore maggiormente positivo rispetto a \u201cbello\u201d. La seconda misura \u00e8 invece rappresentata dal numero di Tweet positivi\/negativi\/neutri ovvero il conteggio dei commenti che presentano quelle caratteristiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio di queste mese ha generato le seguenti misurazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosi suddivisi per singola ricerca:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizziamo ora i dati e valutiamo il primo grafico riferito alla \u201cDemocrazia\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che emerge dai dati \u00e8 la sostanziale parit\u00e0 tra numero di tweet positivi e negativi, che riflette una tendenza storica degli utenti a distribuirsi equamente quando il tema \u00e8 generalista e di forte impatto emotivo (ad esempio, parlando di grandi temi come \u201cdemocrazia\u201d e \u201clibert\u00e0\u201d, vedi:\u00a0<a href=\"http:\/\/journals.cambridge.org\/action\/displayAbstract?fromPage=online&amp;aid=7947643\">http:\/\/journals.cambridge.org\/action\/displayAbstract?fromPage=online&amp;aid=7947643<\/a> )<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia si nota subito che chi parla bene della democrazia ne parla con maggior \u201centusiasmo\u201d rispetto a chi \u00e8 critico. Concentriamoci quindi su chi parla \u201cmale\u201d della democrazia e leggiamo i Tweet nel dettaglio; quello che si scopre \u00e8 che non si denigra la democrazia ma gli utenti tendono a metterne in evidenza con grande rammarico, i limiti. Una sorta di negativit\u00e0, che nasce dalla disillusione: sono veramente pochi gli utenti che preferiscono la monarchia alla democrazia e postano questo loro pensiero sul web (a volte si tratta di affermazioni tra l\u2019ironia e il cinismo. Classifichiamo questi commenti come \u201crumore di fondo\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo quindi dire che, nonostante tutto, la democrazia come riferimento anche solo ideale raccoglie consenso. Tuttavia la democrazia esiste attraverso le sue forme di rappresentanza e quindi si manifesta nel Parlamento. E allora, cosa pensano gli utenti del Parlamento ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui la situazione cambia radicalmente e lo vediamo subito nel grafico:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 difficile immaginare il contenuto dei Tweet negativi: si va dall\u2019insulto alla denigrazione ad espressioni in generale di odio. Il Parlamento \u00e8 oggetto di accuse di vario genere ed \u00e8 stato individuato come una delle cause del degrado sociale e della crisi della Nazione, a volte anche con argomentazioni surreali in stile complottista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 quindi creato un trend negativo, che si acuisce ovviamente nelle giornate in cui le notizie ci riportano scandali politici o malcostume politico anche individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 interessante analizzare i commenti positivi: depurando i dati dai commentatori, siano essi individui, associazioni o gruppi, di \u201csupporto\u201d ai politici di professione, troviamo comunque uno zoccolo duro di utenti che separano \u201cil bambino dall\u2019acqua sporca\u201d prima che essa venga gettata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di utenti che separano l\u2019istituzione da chi la \u201cfrequenta\u201d perch\u00e9 riconoscono che:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u201ci politici siedono in parlamento ma siamo stati noi a mandarceli\u201d, quindi \u00e8 colpa nostra.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u201cse elimini il parlamento allora elimini anche la democrazia, nonostante tutto\u201d, quindi scelgo il male minore per paura del male maggiore.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u201cin realt\u00e0 chi siede in parlamento conta poco rispetto a chi conta di pi\u00f9 e che neanche risiede in Italia\u201d, quindi il male \u00e8 da un\u2019altra parte.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La raccolta dati ha avuto una durata di 10 giorni: le tendenze sono rimaste pressoch\u00e9 costanti per tutto il periodo di analisi, rivelando quindi una continuit\u00e0 di giudizio da parte degli utenti di Twitter. 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